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VITA
DEL SANTO MONACO DI GRANDE ABITO
AMBROGIO
DEL
MONASTERO DI OPTINA PUSTIN
Fonte:
Tratto dal libro ' La paternità spirituale in Russia dal XVIII al
XIX secolo " di W.Lossky e N.Arsenieff Ed. Spiritualité orientale. Abbazia di Bellefontaine Francia.
Trad. lgùmeno Dimitri (Fantini)
Dopo la morte dello Starez Macario, due persone gli succedettero nella funzione dello "starcestvo"
nel Monastero di Optina: il Padre Ilario, rettore dello Skit e il Padre Ambrogio che assistette Macario nel lavoro dell'edizione dei testi patristici. Ilario morì nel 1873 ed Ambrogio, discepolo degli starez Leonida e Macario, restò il solo continuatore della loro tradizione. Natura estremamente ricca lo starez Ambrogio riuniva nella sua persona le qualità dei suoi predecessori. Possiamo dire che in lui lo
"starcestvo " di Optina trovò il suo apogeo. Alexander Grenkoff nacque il 21 novembre 1812 in una famiglia appartenente al clero minore: il padre era Lettore in una parrocchia del villaggio nel governatorato di Tambov. La nascita del futuro starez avvenne nel giorno della festa parrocchiale. Una moltitudine di contadini venuti dalle località vicine gremiva il villaggio. " Io sono nato nella folla, e vivrò sempre in mezzo alla folla ", diceva lo starez.
Il giovane Alessandro, molto dotato negli studi, era di una vivacità esuberante. Lo si vedeva correre continuamente nelle vie con i suoi compagni, e tuttavia, benché trascurasse di studiare le lezioni, fu sempre il primo nella scuola parrocchiale. Dopo la scuola entrò nel seminario di Tambov, ma, terminato il curriculum scolastico, non volle proseguire nella carriera ecclesiastica. Il futuro starez fece per qualche tempo il precettore in una famiglia di possidenti e occupò in
seguito il modesto posto di maestro di scuola nel suo villaggio natale. Allegro e spirituale, Grertkoff era amato da tutti. Tuttavia a partire da un certo momento ci si cominciò ad accorgere che egli cercava spesso la solitudine, allontanandosi nel giardino o salendo nel granaio per pregare. Quando era in Seminario, ammalatosi gravemente, Alessandro aveva fatto voto di prendere l'Abito. Guarito egli rimandava sempre l'adempimento della sua promessa a restava nel secolo.
Un giorno, passeggiando nella foresta, egli udì chiaramente nel mormorio di un ruscello le parole: " Lodate Dio, amate Dio".
Il giovane istitutore si recò a trovare uno starez, il recluso Ilario conosciuto in tutta la regione di Tambov per la saggezza dei suoi consigli ispirati. Lo starez gli disse: " Va' ad Optina, tu vi troverai l'esperienza ". Nel 1839, durante le vacanze estive, Grenkoff visitò il monastero di Optina, ma non vi si fermò. Egli esitava ancora. Nell'autunno dello stesso anno, dopo una serata passata con particolare allegria, Grenkoff disse bruscamente ad uno dei suoi amici: " Non posso più restare qui. Parto per Optina ".
Qualche giorno dopo, lasciò il suo villaggio, a fu ricevuto ad Optina dallo starez Leonida. Il novizio, dopo aver passato qualche tempo per l'obbedienza nel servizio della cucina, fu designato dallo starez Leonida al suo servizio come Lettore. Egli doveva dire ogni giorno, nella cella dello starez, le preghiere prescritte dalle regole monastiche. Non si sa perché‚ lo starez Leonida , scherzando, chiamava il suo nuovo discepolo " chimera ". Morendo egli lo affidò allo starez Macario. Alessandro Grenkoff ricevette il nome di Ambrogio nel momento della vestizione monastica. Presto egli fu ordinato Diacono. Una volta, durante il servizio, lo starez Antonio, priore dello Skit, domandò al giovane Diacono: " Ebbene, vi siete abituato..?". Ambrogio rispose con disinvoltura : " Grazie alle vostre preghiere, Padre mio ". Ma il padre Antonio completò la frase: " ..al timore di Dio ". Confuso il monaco comprese la lezione. Ordinato Prete, il padre Ambrogio non restò a lungo al servizio dell'Altare. Egli prese freddo, e, gravemente malato, dovette rimanere a letto per parecchi mesi. La sua salute fu rovinata per sempre: egli restò infermo fino alla fine della sua vita. Come il padre Macario egli dovette rinunciare a celebrare la Divina Liturgia a causa della sua estrema debolezza. La malattia temperò la natura troppo esuberante del padre Ambrogio; essa lo obbligò a rientrare in se stesso, a consacrarsi al lavoro incessante della preghiera interiore. Egli dirà più tardi: " La malattia è molto utile per un monaco. Se è malato, bisognerà che si curi un pp' di tanto in tanto, giusto quel tanto che è necessario per sussistere.". Conoscendo il greco e il latino, il padre Ambrogio assisteva lo starez Macario nei suoi lavori di edizione dei testi patristici. Continuò questa occupazione anche dopo la morte del suo rnaestro e pubblicò molte opere di spiritualità, tra cui " La scala del Paradiso " di S.Giovanni Climaco. Ma i lavori di erudizione non erano sufficienti per il temperamento troppo attivo del padre Ambrogio. Egli cercava una comunione diretta con gli esseri umani. il suo spirito vivo e penetrante, arricchito dalla conoscenza della letteratura ascetica, s'interessava a tutto ciò che riguardava gli uomini: alla vita segreta dell'anima , ed anche alle attività e preoccupazioni esteriori.
(Continua
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