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SAN
SILVANO DEL MONTE ATHOS
Fonte:
Testo della
Conferenza tenuta dallo ieromonaco Dimitri il 13 marzo 1994 al Centro
lnterreligioso Casa Betania, via S.Vittore Milano
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1)
La Santità nella Chiesa Russa
Non
possiamo affrontare e cercare di comprendere la figura e l'originalità
di Silvano, se prima non abbiamo chiarito che cosa vi è di peculiare
nel modo di concepire la perfezione cristiana, nella spiritualità
sviluppatasi nel popolo russo.
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I
primi Santi russi, venerati dalla pietà popolare e, per conseguenza canonizzati
dalla Chiesa Russa , sono i Santi Principi Boris e Gleb (1015), due fratelli che
vennero assassinati da Svjatopolk, il loro fratello maggiore, che non voleva
avere rivali nella successione al trono del Grande Principe Vladimir.
Essi
sono i primi di una, diciamo impropriamente, categoria di santità, che avrà
innumerevoli esempi nei secoli posteriori.
Essi
rappresentano gli "Strasioterpzj" cioè coloro che subirono la
passione in modo simile al Cristo. La caratteristica fondamentale di
questo
tipo di santità, è costituita dalla non resistenza alla violenza che stroncherà
la loro vita. Riusciamo a comprendere meglio la similitudine col Cristo se
rileggiamo il rito della Preparazione delle Oblate nella Santa Liturgia: quando
il Sacerdote inizia a tagliare dalla prosfora (il pane eucaristico) la parte che
dovrà rappresentare l'Agnello di Dio, dice le parole tratte dal Profeta lsaia
cap. 53 v.7: "Come pecora è stato condotto al macello...come
Agnello Immacolato, muto davanti al tosatore, egli non apre la sua
bocca... con violenza e condanna è stato umiliato. ..chi narrerà la Sua
generazione?
Ecco
allora perché questi che sono semplicemente dei buoni credenti. assurgono a
imitatori perfetti del Cristo umiliato, deriso crocefisso. Ricordate quanta
parte ha nella letteratura russa la frigura dell'innocente...è sempre
rapportato all'innocente per eccellenza, cioè il Cristo.
Una
seconda categoria è rappresentata dagli "Jurodivyi ". i "pazzi
per Cristo".Ci troviamo di fronte a persone che rinunciano volontariamente
alla sapienza umana. Lo scopo è quello di attirare su di sé‚ la derisione e
il disprezzo delle cosiddette "persone normali": questo, per loro,
costituisce una dura ascesi: un abbassamento, una kenosis che rende colui o
colei che la pratica un somigliante al Cristo. Spesso, proprio per il loro
aspetto di stolti, ai quali viene tollerata una libertà di parola incredibile,
essi osano rimproverare i potenti dei loro peccati, come Vassilj, il beato
Basilio al quale è dedicata la Cattedrale dalle cupole colorate della piazza
Rossa. La follia volontaria rappresenta dunque la manifestazione di una nuova
sapienza. soprannaturale. di una "sapienza del cuore", che si mostra
con la pace dell'anima, l'amore verso i nemici, il dono della preghiera fervente
e anche una conoscenza profetica del futuro o dei pensieri segreti dell'uomo. 1
Una terza categoria è quella che riguarda da vicino il nostro Silvano. E'
la categoria degli "Starzij".
Siamo
nell'ambito della vita monastica, laddove uomini e donne, che hanno abbandonato
il mondo, vivono la loro vita quotidiana di preghiera e di ascesi. Molte volte
queste persone raggiungono un tale grado di perfezione morale da essere di
esempio ai fedeli. Il monastero ortodosso ha la singolare caratteristica di non
essere chiuso in se stesso, ma di accogliere chiunque dei credenti desideri
ricevere un insegnamento, un conforto, una rigenerazione spirituale vicino a
coloro che hanno avuto, più di ogni altro l'urgenza di vivere vicino a Dio: la
vita monastica è chiamata la vita angelica, ma il monaco o la monaca non
rifiuta di condividere i frutti spirituali della vita monastica con chiunque lo
chieda. Viene quindi a formarsi un collegamento tra il semplice fedele e il
monaco, direi spesso il rapporto diventa quello che c'è tra padre e figlio. Il
figlio chiede al padre di insegnargli ad affrontare la vita nel modo migliore,
utilizzando l'esperienza paterna. Così anche nella vita spirituale ci si affida
a chi ha raggiunto una perfezione e una ricchezza spirituale, per poter avere
uno stimolo da seguire anche nella condizione in cui si vive, la stessa via di
perfezione. Nasce così un'osmosi tra il popolo cristiano e i suoi campioni
migliori: è come in una staffetta, il più forte passa il testimone a quello
che viene dopo, e questo utilizza l'esperienza di colui che è riuscito a
vincere le difficoltà e gli ostacoli alla santificazione. "Per lo starez
russo, l'esperienza mistica si presenta allo stato puro, quasi interamente
spoglia dell'elemento speculativo e filosofico che si trova invece presente nel
monachesimo di cultura greca. Gli starzij si nutrivano di letture patristiche:
ma lontani dal modo di pensare della filosofia antica e non interessandosi per
niente dei problemi prettamente filosofici, vi attingevano soprattutto
informazioni sulla "pratica ascetica", e le esperienze mistiche dei
Padri. tralasciando la speculazione antropologica e cosmologica. E' da qui
infatti che scaturisce l'accento evangelico del loro linguaggio. Nil Sorskij ,
nel XVI° sec., esprime la sua esperienza personale per mezzo di parole prese da
S.Simeone il Nuovo Teologo. Solo più tardi gli starzij oseranno adoperare la
loro lingua propria, una lingua semplice e popolare. Ascoltando S.Serafino di
Sarov parlare della grazia dello Spirito Santo, con la calma sicurezza di un
cristiano dell'epoca apostolica, siamo trasportati al di là del cristianesimo
ellenizzante dei grandi maestri del monachesimo orientale, di un S.Basilio o di
un S.Giovanni Climaco, per respirare l'atmosfera degli Atti degli Apostoli. Nel
suo eremitaggio del Nord, irraggianie una luce soprannaturale che trasfigura il
cupo paesaggio circostante, esso appare come il fratello spirituale degli
Apostoli e dei primi confessori della fede cristiana che, come Stefano,
contemplarono la gloria del Signore. Per la semplicità del loro linguaggio,
l'assenza di ogni preoccupazione filosofica, il carattere gioioso e luminoso
della loro esperienza mistica, gli starzij si presentano molto vicini ai
cristiani della primitiva comunità e allo spirito dell'evangelo... La loro
ascesi si distingue per l'equilibrio e la prudenza, per la diffidenza nei
confronti di ogni esagerazione, sempre indicativa ai loro occhi di una mentalità
morbosa. Esclusa la pesante mortificazione della carne, rimane come mezzo
ascetico per eccellenza, il digiuno, le veglie, il silenzio. L'accento è posto.
più che sulla lotta negativa contro la carne, sull'esercizio delle virtù
evangeliche in seno alla comunità monastica, soprattutto sull'amore fraterno,
che si manifesta con la condivisione dei beni, l'umiltà dei giovani verso i
loro anziani, la dolcezza di questi verso i loro fratelli più giovani, il
perdono delle offese. Ma soprattutto è preminente la preghiera incessante, la
preghiera del cuore, la preghiera di Gesù: "Signore Gesù Cristo, Figlio
di Dio, abbi pietà di me peccatore", nella quale si esprime la sua umiltà
e la sua aspirazione all'unione totale con il Cristo per il dono dello Spirito
Santo. Questa preghiera incessante fa tutt'uno con lo stesso battito del cuore,
visione luminosa che inonda l'anima di gioia e di pace. spogliando lo stesso
corpo della sua pesantezza e opacità: colloqui con la Madre di Dio e i Santi,
nella lucidità della coscienza e nella semplicità che può essere paragonata a
quella degli incontri di Dio e dell'uomo dei racconti biblici: questi sono in
riassunto, gli elementi essenziali della vita spirituale dello starez."2
Alla
categoria degli starzij appartiene Silvano del Monte Athos.
(Continua
alla pagina seguente...)
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