S. monaco Patapio di Tebe e Constantinopoli

 

BREVE VITA DI SAN PATAPIO DI TEBE E COSTANTINOPOLI

Come presentato da San Demetrio di Rostov

In Egitto, sul fiume Nilo, c’era una città chiamata Tebe [1] . Il beato Patapio nacque in questa città. I ​​suoi genitori erano cristiani e crebbero il figlio nella pietà e nel timore di Dio. Raggiunta l’età adulta, disprezzò la vanità di questo mondo e, lasciando la sua casa, i genitori e gli amici, si fece monaco. Ritiratosi nel deserto egiziano, visse per Dio, lottando nel digiuno, nella preghiera e in vari lavori eremitici.

Quando la sua fama si diffuse e molti cominciarono a venire da lui e a lodarlo per la sua vita virtuosa, si addolorò che il suo silenzio fosse rotto e che fosse lodato da labbra umane. Lasciato l’Egitto, giunse a Costantinopoli. Qui si ritirò in una cella, costruendola vicino a Blacherne [2] , vicino alle mura della città, e dimorò in silenzio, come in un deserto, sconosciuto a chiunque tranne che all’unico Dio, conversando solo con Dio in incessante preghiera. Ma come una città posta sulla cima di un monte [3] non può essere nascosta , così un uomo virtuoso che ha raggiunto la perfetta santità non può rimanere nell’oscurità. Dio stesso glorifica coloro che lo glorificano e sono ricolmi della sua grazia, e li rivela agli altri per il bene. Così quest’uomo, perfetto nella santità e riccamente dotato della grazia dei miracoli, rivelato e glorificato da Dio, fu presto trovato, come un tesoro nascosto in un campo [4] . Infatti un certo giovane cristiano, cieco dalla nascita, guidato da Dio stesso, si recò nella cella del Venerabile Padre Patapio e chiese al beato di pregare Dio per il dono della vista, affinché potesse vedere tutta la creazione di Dio e da essa giungere alla conoscenza più perfetta del Creatore stesso e glorificarlo. Il Venerabile, vedendo la sua fede, ebbe pietà di lui e disse:

– Nel nome di Gesù Cristo, che dai la luce ai ciechi e la vita ai morti, recupera la vista.

E subito gli occhi dell’uomo nato cieco si aprirono e cominciò a vedere, e glorificava e rendeva grazie a Dio. Il giovane era noto a molti; perciò, vedendo che aveva riacquistato la vista, tutti rimasero stupiti e cominciarono a chiedere come ciò fosse accaduto. Non nascose il nome del taumaturgo e benefattore attraverso il quale aveva ricevuto la guarigione da Dio. La fama di questo miracolo e del santo si diffuse tra la gente, e da allora in poi molti cominciarono a venire da Patapio, chiedendo le sue preghiere.

Un nobile bizantino soffriva di idropisia e aveva tutto il corpo gonfio. Spese molti soldi in medici, cercando di ottenere la guarigione senza però ottenerla. Udito di San Patapio, ordinò che glielo portassero e lo implorò in lacrime di guarire la sua infermità fisica con la grazia guaritrice di Dio. Il medico non pagato pregò prima con fervore per lui, poi tracciò il segno della croce su di lui e lo unse con l’olio santo. Allora tutta l’acqua che appesantiva il suo corpo defluì naturalmente, il suo intero essere fu purificato e guarì completamente.

Un altro giovane era tormentato da un demone malvagio, che lo inseguiva attraverso montagne e deserti, a volte immergendolo nel fuoco e nell’acqua per distruggerlo, a volte precipitandolo giù da montagne alte e scoscese per frantumargli e stritolargli tutto il corpo. Avrebbe annientato il giovane, se la potenza fortificante di Dio non lo avesse preservato dalla costante malizia del nemico e dalla sua totale distruzione. Un giorno, il demone, spingendo questo giovane con terrificante velocità verso la riva del mare per annegarlo nelle profondità, incontrò San Patapio, che era uscito dalla sua cella a questo scopo, per comando di Dio, per liberare la creazione, creata a immagine di Dio, dalla schiavitù del diavolo. Vedendo il beato da lontano, il demone si precipitò verso di lui, roteando gli occhi, schiumando, digrignando i denti e minacciando di percuoterlo. Avvicinandosi al santo, gridò:

– Oh guai! Ed ecco di nuovo Patapio! Che farò, dove andrò, dove vivrò dopo tante fatiche? Ho appena trovato una casa per me stesso, e ora mi stanno cacciando via con la forza. Davvero sei terribile, Nazareno [5] , e il tuo potere è ovunque e su tutti. Dove andrò? Se vado nel deserto, o in città, o in qualsiasi altro luogo, tu sei lì davanti a me e mi scacci con un segno di croce e un nome. Sono vinto, schiacciato ed esiliato!

Detto questo, lo spirito maligno gettò il giovane in aria e il taumaturgo Patapio, dopo aver fatto il segno della croce nell’aria con il dito, lo proibì, dicendo:

– Vattene, spirito impuro, e ritirati nel deserto; questo è ciò che Cristo ti comanda per mezzo mio, del quale tu involontariamente hai confessato il potere.

Non appena il santo ebbe pronunciato queste parole, il demone gettò a terra il giovane e uscì dalla sua bocca come fumo. Ritornato in sé, il giovane pianse di gioia e attribuì la sua liberazione dallo spirito immondo principalmente a Dio e anche a San Patapio.

Una donna aveva un dolore al petto. Dichiarata senza speranza dai medici, andò dal santo quando la sua malattia peggiorò e una moltitudine di vermi apparve nella ferita. Cadendo ai suoi piedi, lo implorò di guarirla con singhiozzi e fervente preghiera. Il santo, facendo il segno della croce sulla ferita, la guarì immediatamente. Dopo aver compiuto molti altri miracoli, il nostro venerabile padre Patapio si avvicinò alla sua beata fine e partì in vecchiaia verso Dio, che aveva compiaciuto per tutta la vita [6] . Fu sepolto con onore nella chiesa di San Giovanni Battista, a gloria di Cristo nostro Dio, glorificato nei suoi santi, al quale, insieme al Padre e allo Spirito Santo, si addice onore e adorazione per sempre. Amen.

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