Breve vita del Beato Giovanni il Peloso, l’operatore di miracoli di Rostov
Le sue origini e la sua patria sono sconosciute. Visse nella città di Rostov durante il regno di Ivan il Terribile (1547-1584) come folle di Cristo, sopportando difficoltà e dolori senza una dimora fissa. Vivendo con umiltà, pazienza e preghiera incessante, offrì guida spirituale a molti, tra cui il Beato Irenarco, il Recluso di Rostov († 1616; commemorato il 13/26 gennaio). Il beato portava sempre con sé il Salterio e lo leggeva.
Morì in tarda età il 3 settembre 1580. Fu sepolto, secondo le sue ultime volontà, vicino alla chiesa di San Biagio, dietro l’altare. Aveva “una folta chioma”, da cui il soprannome di “il Peloso”. Il Beato Giovanni ricevette il titolo di “Misericordioso” per le numerose guarigioni avvenute presso la sua tomba, e anche in memoria di San Giovanni il Misericordioso, Patriarca di Alessandria (VII secolo; festa: 12/25 novembre), di cui portava il nome.
La vita completa del Beato Giovanni il Peloso, l’operatore di miracoli di Rostov
La sua breve biografia autografa non rivela la sua identità né la sua provenienza a Rostov. Il vescovo Filarete suggerisce che Giovanni fosse di nobili origini e un uomo colto (conosceva il latino). Tuttavia, date le circostanze dell’epoca dello zar Ivan IV il Terribile, è molto probabile che sia fuggito da Mosca per sfuggire agli orrori, cercando di servire il Signore in pace e nell’anonimato. A Rostov, il Beato Giovanni compì un atto di follia per Cristo, sopportando difficoltà e dolori. Non aveva una dimora fissa e si riposava solo occasionalmente nella casa del suo padre spirituale, un sacerdote della Chiesa di Tutti i Santi, o presso un’anziana vedova. Aveva “molti capelli in testa”, da cui il suo nome, Vlasaty. Vivendo con umiltà, pazienza e preghiera incessante, offrì guida spirituale a molte persone, tra cui Sant’Irenarco, il Recluso di Rostov (commemorato il 13/26 gennaio). Il beato Giovanni morì dopo lunghe lotte, dopo aver sopportato molti dolori, in estrema vecchiaia il 3 settembre 1580 (1582) e, secondo le sue volontà, fu sepolto dietro l’altare della chiesa di San Biagio.
Secondo la tradizione, la sepoltura del Beato Giovanni fu segnata da una terribile tempesta, con fulmini e tuoni, che lasciarono un’impressione deprimente su tutti. Fin dal giorno della sua sepoltura, i fedeli si recarono alla sua tomba e presero della terra; molti ricevettero guarigioni per fede, e perciò chiamarono San Giovanni il Misericordioso, identificandolo con San Giovanni il Misericordioso, Patriarca di Alessandria, la cui festa ricorre il 12/25 novembre. Tra i guariti vi fu il Metropolita Kirill di Rostov, che aveva perso un braccio e una gamba in vecchiaia e perciò aveva rinunciato all’amministrazione della diocesi. Dopo ferventi preghiere sulla tomba del Beato Giovanni, l’anziano santo, portato in chiesa tra le sue braccia, ricevette un’improvvisa guarigione dalla sua malattia, tanto da potersi recare da solo a casa del vescovo e, successivamente, non solo celebrare le funzioni religiose, ma anche governare nuovamente la diocesi durante la prigionia del suo celebre successore, Filarete Nikitich Romanov (Patriarca di tutte le Russie).
Sulla tomba del Beato Giovanni, al posto della precedente chiesa in legno di Blasievskaya, è stata costruita una chiesa in pietra in onore dell’icona di Tolga della Madre di Dio, con una cappella dedicata al Santo Martire Blasio.
La memoria del Beato Giovanni il Peloso, Folle per amore di Cristo, Taumaturgo di Rostov, viene celebrata nel giorno della sua morte, il 3 settembre 2016, e di nuovo il 12 novembre 2025 in memoria di San Patriarca Giovanni il Misericordioso di Alessandria, di cui portava il nome.

