Archivio mensile:marzo 2018

S.Gregorio Palamas Arcivescovo di Tessalonica

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Biografia
Di nobili origini, il padre Costantino era membro della corte bizantina e senatore. Il padre, su esempio monastico, praticava la preghiera esicasta anche nel corso del proprio lavoro. Purtroppo egli morì assai presto: quando Gregorio aveva appena sette anni. Gregorio, pur in tenera età, fu avvicinato dai genitori all’ambiente monastico, a maestri e padri spirituali e questa sua prima formazione pose le basi per tutta la sua vita futura. Fu avviato agli studi di retorica e filosofia presso il filosofo Teodoro Metochita con ottimi risultati che gli aprivano una sicura carriera nell’amministrazione imperiale. Tuttavia, egli sentiva che la sua vita poteva trovare una pienezza adeguata a quanto cercava solo in ambiente monastico e, verso il 1316, decise di abbandonare il secolo risolvendo in un modo tutto medioevale e bizantino gli ostacoli familiari che gli si presentavano: propose alla madre, alle due sorelle, ai due fratelli e alla servitù di entrare in monastero. Così, si ritirò sul Monte Athos ed ebbe come primo maestro spirituale Theolepto (1250-1324/25) che in seguito fu metropolita di Filadelfia. Fu molto influenzato da questo maestro che lo introdusse alla pratica della Preghiera del Cuore. Oramai Gregorio Ventenne si spostò presso un monastero del monte Papikion in Macedonia, dove visse come monaco. In quei luoghi esisteva una comunità monastica di messaliani con cui ebbe contatti e dove riuscì a convertire alcuni di loro. Nel 1317, assieme a due suoi fratelli, ritornò sulla “Santa Montagna”, da prima sotto la guida dell’anacoreta esicasta Nicodemo, poi presso la Grande Lavra, in seguito presso la comunità eremitica chiamata Glossia, dove si trovavano Gregorio Sinaita e Callisto, quest’ultimo diverrà in seguito patriarca di Costantinopoli. Nel 1325 abbandonò la penisola atonita a causa delle razzie dei pirati. Egli avrebbe voluto trasferirsi a Gerusalemme ma il suo viaggio finì a Tessalonica, dove nel 1326 venne ordinato sacerdote. Dopo vari trasferimenti in monasteri greci nel 1331 tornò al Monte Athos, nella skiti di San Sabba, presso la Grande Lavra. Qui scrisse la sua prima opera. Fu per un breve periodo igumeno del monastero di Esphigmenou, che ai tempi contava una comunità di duecento monaci. Nel 1335 mentre si accendeva la “controversia esicasta” con Barlaam di Calabria tornò alla skiti di San Sabba. Nel 1342 durante un viaggio a Costantinopoli venne arrestato e sottoposto a un processo, in cui venne condannato per i suoi scritti. Rimase nelle prigioni imperiali per quattro anni. Durante la prigionia scrisse molte delle sue opere. Nel 1347 venne convocato un sinodo dall’imperatrice Anna, in cui le idee di Barlaam e di altri filosofi vennero condannate, mentre Gregorio venne riabilitato. In quello stesso anno Gregorio venne consacrato metropolita di Tessalonica. Riuscì a insediarsi nella città di Tessalonica solo alla fine del 1350 o agli inizi dell’anno successivo dopo che terminarono i moti insurrezionali fomentati dagli zeloti di Tessalonica, una specie di partito indipendentista del tempo nelle cui file militavano pure monaci. La polemica attorno alle teorie del filosofo non si spense e nel 1351 venne indetto un altro sinodo che riaffermò l’ortodossia delle idee palamite. La Chiesa bizantina, a partire dal 1352, incluse nel Synodikon le espressioni teologiche palamite. In seguito fu fatto prigioniero per un anno dai turchi e, su pagamento di un riscatto pagato dai serbi, venne rilasciato. Nel 1355 fece ritorno a Tessalonica, dove rimase fino alla morte. Venne sepolto nella cattedrale della città. Alla sua canonizzazione nel 1368 il corpo venne traslato nella chiesa a lui dedicata. Oggi il corpo, continuamente venerato, si conserva nella chiesa “san Gregorio Palamas”, vicino agli uffici della Metropoli di Tessalonica.

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S.Gregorio Palamas e la Preghiera Esicasta

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LA PREGHIERA ININTERROTTA SECONDO SAN GREGORIO PALAMAS
a cura di Giorgio Galitis
Lo sforzo dell’uomo di sfuggire alla miseria dell’apostasia e portare la sua mente, il suo cuore e tutta la sua esistenza a una giusta relazione con Dio, la sola relazione che costituisce la beatitudine, si dice vita spirituale. Guida costante nella vita spirituale sono i Padri della Chiesa che indicano, ciascuno a suo modo, la strada che conduce verso Dio, all’unione con lui, alla deificazione.

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Dopo l’Ascensione del Nostro Signore Gesù Cristo, quando gli Apostoli si dispersero nella varie Nazioni per proclamare la Buona Novella della salvezza.

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