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S.Irene di Tessalonica

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Nella Macedonia, in una città chiamata Tessalonica, l’odierna Salonicco, vivevano agli inizi del IV secolo, tre giovani sorelle. I genitori erano pagani, ma le tre fanciulle si erano segretamente convertite, e col Battesimo avevano preso tre nomi che erano i simboli di altrettante virtù cristiane: Irene, che in greco vuol dir pace; Chionia, che vuol dir purezza; Agape, che vuol dire carità. Le tre fanciulle cristiane coltivavano infatti le tre virtù della pace, della purezza e della carità nelle loro segrete stanze verginali, dove nutrivano la fede sulle pagine dei libri sacri. Da pochi anni era stata terminata la traduzione in lingua greca della Bibbia, la cosiddetta « versione dei Settanta », perché compilata, secondo la leggenda, da settantadue sapienti, nello spazio di settantadue giorni. La Bibbia, nella versione greca, era tra i libri più preziosi custoditi dalle tre sorelle. Irene era la più giovane di tre sorelle; le altre due erano Agape e Chionia.

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Messaggio pasquale del Metropolita Antonij di Korsun

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Messaggio di Pasqua dell’esarca patriarcale dell’Europa occidentale,

il metropolita Antonij di Korsun e dell’Europa occidentale

 

Beneamati nel Signore, confratelli arcipastori, reverendi padri, monaci e monache amati da Dio, cari fratelli e sorelle!

 

Mi congratulo di cuore con voi per la grande e luminosa festa della Pasqua del Signore! Ancora una volta, il Salvatore del mondo ci ha concesso di raggiungere questo giorno invocato e santo e di ascoltare l’annuncio pasquale che conferma la vita, e che con un sentimento di esultanza rivolgo ora a tutti voi: Cristo è risorto! Veramente Cristo è risorto!

Dopo aver percorso con il Signore la via degli ultimi giorni della sua vita terrena, ora ci troviamo davanti alla Tomba vivificante, dalla quale ha brillato la luce della salvezza. Il perdono di Dio ha sconfitto il male umano che aveva inchiodato il Salvatore sulla Croce, l’amore di Cristo si è rivelato più forte della morte stessa, la generosità del Padre celeste si è riversata abbondantemente su tutte le persone, aprendo le porte del Regno eterno a tutti. Non c’è gioia più grande della partecipazione attiva a questa grande vittoria, che, secondo la parola dell’apostolo, ha vinto il mondo e ha liberato la creazione dal sigillo del peccato che la dominava!

Purtroppo anche quest’anno stiamo celebrando la gioiosa festa della Pasqua in circostanze difficili. L’epidemia continua ancora a rappresentare un pericolo per la nostra salute e colpisce aspetti della nostra vita che prima sembravano così banali e familiari, inclusa persino la possibilità di visitare liberamente la chiesa di Dio e di partecipare ai servizi divini.

Nel giorno della luminosa risurrezione di Cristo, preghiamo, con audacia e speranza inestinguibile, il Salvatore che ha vinto la morte con la morte, perché metta presto fine all’epidemia, perché doni della forza ai medici che stanno lottando contro la malattia, per la guarigione degli ammalati, per la consolazione di coloro che sono addolorati per la perdita dei propri cari.

Ancora e ancora congratulandomi con tutti voi, cari vladyki, padri, fratelli e sorelle, in occasione della festa della Pasqua di Cristo, vi auguro buona salute, pace e gioia luminosa nel Signore Risorto!

Cristo è risorto! Veramente Cristo è risorto!

 

 

+ ANTONIJ,

Metropolita di Korsun e dell’Europa occidentale,

Esarca patriarcale dell’Europa occidentale

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Calendario della Santa e Grande Settimana

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CALENDARIO  LITURGICO 

DELLA  SANTA E GRANDE  SETTIMANA

 

LUNEDI’ 26  APRILE

Grande e Santo Lunedì.

Ore 11: Liturgia dei Doni Presantificati.

Ore  16: Mattutino dello Sposo.

MARTEDI  27  APRILE

Grande e Santo Martedì.

Ore 11: Liturgia dei Doni Presantificati.

Ore  16: Mattutino dello Sposo.

MERCOLEDI’  28  APRILE

Grande e Santo Mercoledì.

Ore 11: Liturgia dei Doni Presantificati.

Ore  16: Mattutino dello Sposo.

GIOVEDI’  29  APRILE

Grande e Santo Giovedì.

Commemorazione della Mistica Cena.

                          Ore 11:  Vespro e Divina Liturgia di S.Basilio       .

Ore 16: Ufficio delle Sante Sofferenze del Nostro Signore Gesù Cristo

e lettura dei 12 Vangeli della Passione.

VENERDI’  30  APRILE

Grande e Santo Venerdì.

Ore 15: Vespro della morte del Signore e venerazione della Sindone.

Ore 16: Mattutino delle Mirofore.

SABATO  1°  MAGGIO

Grande e Santo Sabato.

Ore  11: Vespro e Divina Liturgia di S.Basilio il Grande.

Ore 18:  Ufficio di Mezzanotte. Processione Pasquale

e Mattutino Pasquale.

DOMENICA  2  MAGGIO

Luminosa Resurrezione del Cristo.

Ore 11: Divina Liturgia Pasquale.

Ore 16: Vespro Pasquale.

LUNEDI’ 3  MAGGIO

Lunedì puro della Settimana Luminosa.

Ore 11:Divina Liturgia Pasquale

Ore 16:Vespro

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S.Gregorio il Teologo, arcivescovo di Costantinopoli

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Biografia    

Nacque a Arianzo, cittadina presso Nazianzo in Cappadocia. Figlio di Gregorio e Nonna. Il padre, che era ebreo della setta degli Ipsistari, fu convertito dalla moglie al cristianesimo e divenne vescovo di Nazianzo. Il fratello Cesario (morto nel 368) fu dottore presso la corte dell’imperatore Giuliano e governatore di Bitinia.

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S.Massimo il Confessore

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Massimo il Confessore (Costantinopoli580 – Lazica13 agosto 662) è stato un monaco cristiano e teologo bizantino, venerato come santo dalle Chiese cattolica e ortodossa che lo ricordano il 13 agosto. È chiamato il Confessore perché i fautori del monotelismo, senza martirizzarlo, gli tagliarono la lingua e la mano destra con le quali egli aveva per parola e per iscritto difeso la fede ortodossa . La biografia ufficiale di Massimo risale al X secolo. L’autore ha fonti certe della vita solo dal Concilio Lateranense del 649. Non sappiamo donde egli attinga le notizie precedenti. Egli dichiara che Massimo è di origine nobile, e che ha fatto gli studi propri degli uomini avviati alla carriera sia di corte che ecclesiastica. È stato segretario dell’imperatore Eraclio. Si è inserito nelle discussioni della Chiesa (monofisismo e soprattutto monotelismo e monoergetismo). Fuggito in Africa da Costantinopoli, qui egli visse la vita monastica accanto a Sofronio, futuro patriarca di Gerusalemme. Dall’Africa andò a Roma e partecipò al Concilio lateranense per la condanna del monotelismo.

Nel 1973 è stato pubblicato un testodi Giorgio di Reshaina sulla vita siriaca di san Massimo[1]. Questo testo non nutre simpatia per Massimo: l’intento è quello di umiliare il Confessore, cosa che la biografia bizantina evita. Sembrano tuttavia verosimili le notizie che esso ci dà della sua giovinezza. Massimo è nato nel Golan, nel villaggio di Hasfin, da padre samaritano e madre di origine persiana (origine umile). Orfano a 9 anni egli, che si chiamava Moschion, fu presentato dal prete Martyrios all’igumeno (abate) Pantaleone del monastero di San Caritone, detto “la vecchia laura“.

Massimo sarebbe quindi cresciuto nell’ambiente monastico palestinese impregnato dalla conoscenza di Origene e dei padri greci. Egli abbandonò la Palestina nel 614 con l’invasione persiana e, giunto a Costantinopoli, conobbe Anastasio, che diverrà suo compagno inseparabile e suo discepolo; questi conosceva bene l’ambiente di corte, noto anche a Massimo. A Costantinopoli Massimo fu ospite nel monastero di Filippico a Crisopoli.

Nel 626 abbandonò Costantinopoli sotto la minaccia persiana e andò in Africa. A questo punto le due vite si assomigliano. Incontrò Sofronio e da questo momento iniziò la battaglia molto forte contro il monotelismo e il monoenergismo. In questo periodo africano Massimo completò le sue opere spirituali. Dal 641 egli fu molto impegnato nella lotta contro il monotelismo: nel 646 giunse a Roma e partecipò al sinodo romano in cui questa dottrina venne condannata. Ma la corte imperiale aveva emesso un decreto a vantaggio del monotelismo e, di conseguenza, aveva condannato il ditelismo. Per cui, il 17 giugno del 653, il papa Martino e Massimo vennero arrestati e condotti a Costantinopoli; Massimo subì un primo esilio a Bizja in Tracia. Due emissari della corte tentarono inutilmente di ottenere da Massimo una dichiarazione di compromesso.

Il monotelismo si basa sul discorso della volontà. Chi considera l’operazione nel suo termine vede una sola operazione, ma in Cristo l’operazione è duplice perché legata alla sua natura umana e divina. Allo stesso modo lo è la sua volontà. In Gesù sia la natura divina che quella umana rimangono integre nelle loro operazioni.

Pirropatriarca di Costantinopoli, nella sua disputa con Massimo, attribuisce tutte le sofferenze e la Passione all’umanità del Cristo soltanto, e di conseguenza tutte le operazioni alla sua divinità. Massimo sembra avere tale pensiero in mente quando in questa lettera enfatizza con eccezionale vigore lo scambio di proprietà (communicatio idiomatum), scrivendo:

«Egli opera umanamente ciò che è divino… e divinamente ciò che è umano (Ep. 19-593 A. 2f.)»
(“San Massimo il confessore”, tradotto ed annotato da P. Sherwood, pag. 5)

Sergio, patriarca di Costantinopoli, scrive nel suo giudizio: «Alcuni sono scandalizzati perché parlare di un’operazione sembra implicare il rifiuto delle due nature che il nostro Signore possiede – un’obiezione di scarsa rilevanza – dall’altro, molti si scandalizzano perché la frase “due operazioni” non si trova nei padri e implica due distinte volontà nel Nostro Signore».

Massimo venne riportato a Costantinopoli per un ultimo tentativo di riconciliazione davanti al patriarca, perché sembrava che il papa Vitaliano avesse accettato una formula che avvicinasse a Costantinopoli (18 aprile 658). Massimo rispose: «Il Dio dell’universo proclamando Pietro beato perché lo ha confessato come si conviene (Matteo 16,18) ha mostrato che la Chiesa cattolica è la giusta e salvifica confessione di lui medesimo (Cristo).»

Sono le ultime parole di Massimo. Dopo un esilio di altri 4 anni, nel 662, all’età di 82 anni, fu condannato da un sinodo monotelita alla flagellazione, poi gli tagliarono la lingua e la mano destra. Deportato in una località con Anastasio e con un messo papale, il 18 giugno del 662 furono separati e Massimo fu rinchiuso nella fortezza di Schemaris presso Lazica, dove morì il 13 agosto 662. Il Concilio Costantinopolitano III riabilitò la sua persona e dichiarò la dottrina delle due volontà in Cristo come dottrina cattolica.

Le fonti del pensiero

La formazione spirituale di san Massimo affonda nell’ampio terreno della cultura greca, da quella filosofica (neoplatonismo, ma soprattutto Aristotele) a quella patristica (i Cappadoci, in particolare Gregorio di Nazianzo). Vi è pure un rapporto con lo pseudo-Dionigi e Origene. L’approccio a Origene viene mediato da un altro grande pensatore che si chiama Evagrio Pontico, una delle grandi menti del cristianesimo antico del IV secolo. Pertanto il rapporto di Massimo con Origene è mediato, oltre che dai Cappadoci, anche da Evagrio.

Queste sono le fonti spirituali: ovviamente sono fonti che sono sotto un certo giudizio ecclesiastico, ma il genio di Massimo e il suo senso ecclesiale gli impediscono di prendere vie laterali del pensiero di Origene quali l’origenismo aveva preso (questo fenomeno sorgerà proprio in Palestina nel IV-V secolo). Massimo rimane in un rapporto forte con Origene, mediato dall’insegnamento essenziale della dottrina cristiana.

Opere

Opuscula theologica et polemica

  • Liber asceticus
  • Capita de caritate
  • Expositio in Psalmum LIX
  • Orationis Dominicae brevis expositio
  • Quaestiones et dubia
  • Ambiguorum liber(Ambigua ad JohannemAmbigua ad ThomamEpistula secunda ad Thomam)
  • Quaestiones ad Thalassium
  • Mystagogia
  • Capita theologica et oeconomica
  • Diversa capita ad theologiam et oeconomiam spectantia
  • Epistulae XLV
  • Disputatio cum Pyrrho
  • Vita della Vergine
  • Opere non autentiche:
    • Scholia in Dionysii libros
    • Loci communes

Note

  1. ^George of Reshaina, An Early Syriac Life of Maximus the Confessor, trad. di Sebastian P. Brock, “Analecta Bollandiana”, vol. 91, pp. 299-346.

Bibliografia

Opere tradotte in italiano

  • Capitoli sulla carità, Roma, Studium 1963.
  • Ambigua: problemi metafisici e teologici su testi di Gregorio di Nazianzo e Dionigi Areopagita, introduzione, traduzione, note e apparati di Claudio Moreschini, Milano, Bompiani, 2003.
  • Opuscoli teologici e polemici, introduzione, traduzione e note a cura di Bernardo De Angelis, Bologna, Dehoniana, 2007.

In tutte le cose la “Parola”, Edizioni Qiqajon, Magnano (BI), 2008, ISBN 978-88-8227-262-3

Tratto da “Wikipedia”

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Aggiornamenti sull’accesso al Cenobio

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Periodicamente le Compagnie di Trasporto aggiornano gli orari dei mezzi pubblici per la mobilità degli utenti.

Forniamo l’elenco dei mezzi utili per poterci raggiungere da Milano nella stagione Autunno-Inverno 2020/2021:

TRENORD

 MATTINA da lunedì a sabato

Stazione Porta Garibaldi superiore: p.ore 8,05 arrivo a Luino: ore 9,43

fare ticket al bar della Stazione  di Luino per  bus direzione Musadino

Bus al primo marciapiede davanti alla Stazione direzione Nasca

partenza alle ore 10,26 arrivo a Musadino alle ore 11,07

POMERIGGIO  da lunedì  a sabato

A) Stazione Porta Garibaldi treno per Porto Ceresio : p.ore 14,32 arrivo a Luino: ore 16,16

fare ticket al bar della Stazione  di Luino per  bus direzione Musadino

partenza bus dal primo marciapiede alle ore 16,31

arrivo  a  Musadino alle ore 17,11

B) Stazione Porta Garibaldi sotterranea : p.ore 15,32 arrivo a Luino: ore 17,15

fare ticket al bar della Stazione  di Luino per  bus direzione Musadino

partenza bus dal primo marciapiede alle ore 18,15  arrivo a Musadino alle ore 18,38.

Chiedere  sempre agli autisti dei bus dove andate e dove scendete

Telefono utile:

padre Dimitri 338 5927829

suor Elena :335 5738235

Prima di partire  telefonate sempre per essere sicuri di trovare qualcuno che vi possa accogliere.

 

 

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Santo monaco Mosé Ugrin

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Il monaco Moses Ugrin o delle Grotte, ungherese di nascita, era il fratello del monaco Ephraim di Novotorzhsky (+ 1053; comm. 28 gennaio) e di Georghi. Insieme a loro entrò al servizio del santo nobile principe Boris (+ 1015; Comm. 24 luglio). Dopo l’assassinio di San Boris sul fiume Alta nel 1015, insieme al quale morì Giorgio, San Mosè fuggì e si nascose a Kiev da Predslava, sorella del principe Yaroslav.

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