Guido Bianchi da Velate (o Wido; Velate, … – Bergoglio, 23 agosto 1071) arcivescovo . Resse l’arcidiocesi di Milano dal 1045 fino alla sua rinuncia nel 1069. Fu arcivescovo nel periodo in cui la Pataria acquisì a Milano il potere maggiore. Si oppose alle riforme volute dal papa e appoggiate dai patarini, che soprattutto si opponevano alla scelta dei preti anche tra gli uomini sposati, pratica fino ad allora tranquillamente accettata nell’arcidiocesi di Milano.
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Il Battistero di S.Giovanni a Galliano di Cantù
Alta sul colle di Galliano (ora sobborgo di Cantù, ma in antico il rapporto era rovesciato), anche il battistero come l’adiacente basilica di S. Vincenzo, è indissolubilmente legata a una figura eccezionale di committente, di rango religioso e politico : Ariberto d’Intimiano. Divenuto vescovo aveva tutto l’interesse a dare importanza ad un territorio che gli aveva dato i natali e lembo estremo della Diocesi ambrosiana ai confini con quella di Como.
Il beato Transito del Venerabile Beda
Santi Benedettini Ortodossi: Il Venerabile Beda
Beda significa uomo che prega. Nacque l’anno 672 sui confini della Scozia. A sette anni i genitori lo affidarono a S. Benedetto Biscopio, il quale ammirando le belle disposizioni del fanciullo, lo predilesse e lo formò nella pietà e nella scienza.
Preghiere iniziali in lingua latina
Gloria Tibi Domine, gloria Tibi.
Rex caelestis, Consolator, Spiritus veritatis,qui exstas ubique et omnia imples, Thesaurus beneficiorum et Largitor vitae, veni et mane in nobis, atque de omni immunditia munda nos, et salvas fac animas nostras Benigne.
Sanctus Deus, Sanctus Fortis, Sanctus immortalis, miserere nobis (ter)
Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto, et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
Sanctissima Trinitas, miserere nobis, Dominator, dele peccata nostra, Domine, ignosce iniquitates nostras, Sancte, visita et sana infirmitates nostras, propter nomen Tuum.
Domine miserere, (ter)
Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto, et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
Pater noster, qui es in caelis, sanctificetur Nomen Tuum, Adveniat Regnum Tuum, fiat voluntas Tua sicut in caelo et in terra. Panem nostrum supersubstantialem da nobis hodie. Et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris, Et ne nos inducas in tentationem, sed libera nos a malo.
Quoniam Tuum est Regnum, et vis et gloria, Patris et Filii et Spiritus Sancti nunc et sempre et in saecula saeculorum. Amen
L’Inno Cherubico di S.Gregorio papa detto il Dialogo
Lasciate ogni carne mortale e mantenete il silenzio, e con timore e tremore avvicinatevi;
S.Hermann di Reichenau autore del “Salve Regina”
La storia ispiratrice di come un monaco cieco e paralizzato compose il Salve Regina
Philip Kosloski | Set 25, 2018
HERMANN,REICHENAU
Th. Fink Veringen | CC BY-SA 4.0
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Il beato Ermanno era nato con palatoschisi, paralisi cerebrale e spina bifida, ma aveva anche una mente brillante
Dio usa spesso strumenti deboli per trarne un bene maggiore. È il caso del beato Ermanno di Reichenau (1013-1054). Ebbe un’infanzia estremamente difficile, ma i suoi genitori volevano il meglio per lui. Quando aveva 7 anni riuscirono a inserirlo in un monastero benedettino vicino casa, dove avrebbe potuto essere educato e allevato.
Al monastero Ermanno fiorì, e si scoprì rapidamente che se il suo corpo era paralizzato, la sua mente era invece straordinaria. Divenne un esperto di astronomia, teologia, matematica, storia e poesia. Era anche molto portato per l’apprendimento delle lingue, e imparò a parlare in modo fluente arabo, greco e latino.
Ancor più notevoli erano il suo atteggiamento gentile e la sua devota vita interiore. Aveva in sé una grande gioia, e malgrado le disabilità fisiche sorrideva sempre.
In seguito divenne cieco, e fu allora che iniziò a comporre splendidi inni. Anche se il suo corpo si indeboliva, la mente e il cuore erano infiammati dall’amore per Dio, che lo spinse a creare alcuni degli inni più noti di tutti i tempi.
In particolare, Ermanno compose il popolarissimo Salve Regina e l’Alma Redemptoris Mater. Entrambi gli inni sono stati inseriti nella Liturgia delle Ore, dopo la recita della compieta. Il Salve Regina è anche uno degli inni mariani più famosi della Chiesa.
Quando leggiamo o cantiamo questi due inni dopo aver appreso la storia del beato Ermanno li troviamo ancor più straordinari. Si tratta infatti di testi gioiosi pieni d’amore e di devozione, nati dal cuore di un uomo che in vita ha sofferto molto. Tutto questo ci ricorda il potere della fede e come non importino le sofferenze che dobbiamo sopportare, perché si può comunque lodare Dio e ringraziarlo per le meraviglie che ha compiuto per noi.
Ecco il testo del Salve Regina:
Salve, Regina,
madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo,
esuli figli di Eva;
a te sospiriamo, gementi e
piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi
tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo Seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!
e in latino:
- Salve, Regina, Mater misericordiae,
- vita, dulcedo, et spes nostra, salve.
- Ad te clamamus, exsules filii Hevae,
- ad te suspiramus, gementes et flentes
- in hac lacrimarum valle.
- Eia ergo, advocata nostra, illos tuos
- misericordes oculos ad nos converte.
- Et Jesum, benedictum fructum ventris tui,
- nobis, post hoc exsilium, ostende.
- O clemens, O pia, O dulcis Virgo Maria.
- Tratto da Aleteia
Lettera a un Romano-Cattolico di P.Gregorio Cognetti
Anche se non me l’hai mai chiesto direttamente, io sento dalle tue parole che ancora non comprendi perchè ho lasciato la Chiesa Romana per diventare ortodosso. “Eri addirittura membro di una delle parrocchie bizantine meno latinizzate!”, sembra che tu dica:” perché, allora?…”.
S.Gregorio Magno, papa di Roma
Gregòrio I papa, detto Magno, santo. – Di nobile famiglia (Roma 540 circa – ivi 604), nella sua giovinezza ebbe preparazione culturale, relativamente ai suoi tempi, assai buona, arricchita in seguito da studî biblici e patristici molto vasti, avvertendo profondo l’influsso specialmente di s. Agostino.
Exultet ambrosiano del V° secolo
L’inno pasquale in uso ancor oggi nella Liturgia della Pasqua nella Chiesa Ambrosiana risale al V° secolo. Quì di seguito si offre alla nostra attenzione la versione integrale e la traduzione in italiano:










