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S.Madre di Dio Shuya-Smolenskaja

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La storia dell’apparizione dell’immagine miracolosa della Madonna di Shuya – Smolensk è legata all’epidemia di peste che colpì la città di Shuya nel 1654. La leggenda sull’icona riporta che i parrocchiani della Chiesa della Resurrezione si sono offerti di dipingere una nuova immagine della Madre di Dio Odigitria di Smolensk “per liberarli dai guai e dalle disgrazie che li hanno colpiti”.

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SS.Madre di Dio Jaroslavskaja

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Le informazioni sull’origine dell’icona sono estremamente scarse. La tradizione la collega ai santi principi Vasily e Konstantin, figli di Vsievolod, che la portarono a Yaroslavl nel XIII secolo. I Santi Principi divennero famosi per la loro cura di restaurare le chiese saccheggiate dalle orde di Batu Khan. Le reliquie dei SS. Principi fratelli furono ritrovate nel 1501 dallo Zar  Ivan III° e collocate tra i pilastri della nuova cattedrale di pietra dell’Assunzione sotto le icone di famiglia, tra cui l’icona Yaroslavskaja. Successivamente, in onore dell’icona, fu consacrata la chiesa inferiore della Chiesa di Elia Profeta.

L’icona di Yaroslavl appartiene alla tipologia della Madonna  della tenerezza. Il Divino Bambino è raffigurato sul lato destro della Madre di Dio, che inclina il capo verso di lui in modo che i loro volti si tocchino. Il bambino Gesù tiene con la mano il mento della Vergine Maria, i piedi delle sue gambe sono spostate.

Il tipo tradizionale della “tenerezza” è arricchito da un bel motivo: Cristo tocca il mento di Maria con la mano destra e con la sinistra il lato del suo mantello. Così, la cordialità nel rapporto tra madre e figlio è ancor più enfatizzata.

L’icona è nota da numerose copie. La prima è una copia della prima metà del XV secolo dalla collezione della Galleria Tretyakov di Mosca. La seconda copia risale alla seconda metà del XV secolo, sempre nella collezione della Galleria Tretyakov,e si distingue per l’eccezionale qualità artistica. Un’altra copia  del 1500 fu donata dalla vedova dell’ultimo principe di Yaroslavl alla  Lavra di S.Sergio e della SS.Trinità.

 

 

 

 

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S.Teofane il recluso

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Teofane il Recluso, anche conosciuto come Feofan Zatvornik (in russo: Феофан Затворник?), al secolo Georgij Vasilievič Govorov (in russo: Георгий Васильевич Говоров?Černavsk1815 – Vjša1894), è stato un monaco cristiano russo, glorificato come santo dal Concilio Locale della Chiesa ortodossa russa del 1988 tenutosi al Troice-Sergieva Lavra.

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Microskim e Mantija per ieromonaco Siluan

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Martedì 28 Dicembre 2021, festa del S.Ieromartire Ilarion Arcivescovo di Vereya, nella chiesa  dell’Icona “S.Madre di Dio Fiore Incorrotto” dello Skit ortodosso di Porto Valtravaglia frazione Musadino (Va) via delle Rose,1 con la benedizione di Vladika Antonij Metropolita di Korsun ed Esarca Patriarcale dell’Europa Occidentale, Amministratore provvisorio delle parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia, l’Archimandrita Dimitri (Fantini) superiore di detto Skit

ha tonsurato Monaco del Piccolo Abito e rivestito della Mantija

lo Ieromonaco riassoforo Siluan ( nel mondo Igor Yaroslavtsev) nato in Russia il giorno 28 del mese di dicembre dell’anno 1972) residente a Milano e 2° sacerdote della  parrocchia milanese dei SS.Sergio,Serafino e Vincenzo martire, e lo ha messo sotto la protezione di S.Siluan skimnik della Kievo-Pecerskaja Lavra e da lui prende il nome.

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Preghiera

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Giunti al termine di questo lungo anno, Ti rivolgiamo o Signore, la nostra preghiera e la nostra confessione. Il giorno si è succeduto al giorno, il tempo è volato inesorabile, la nostra vita ha attraversato come una fragile barca l’oceano   dell’esistenza…abbiamo lasciato alle nostre spalle le nostre opere buone e meno buone, riuscite e non riuscite, i nostri desideri, le nostre speranze molto spesso deluse, le nostre fatiche, i nostri dolori, le nostre scarse gioie, il nostro rammarico per quello che non abbiamo fatto o abbiamo fatto in modo insoddisfacente o più spesso dannoso, i nostri scarsi successi, i nostri più numerosi insuccessi. Siamo e ci sentiamo davvero dei servi inutili, ma Tu ci hai insegnato a non guardare mai, a non confidare mai sulle nostre proprie forze, ma ad affidarci a Te, con la fiducia di un bambino  debole ed inetto, Tu che ci hai invitato a chiamarTi Padre di tutti, conforto amorevole e trepidante delle nostre insicurezze. In questo tempo che ci prepara al Natale, ci stupiamo delle Tua umiltà. Tu Creatore che ti fai creatura, Tu Onnipotente che ti fai debole, Tu Sovrano che ti fai suddito. Ma non ci stupiamo del Tuo amore e vogliamo fare nostre le parole che S .Simeone il Nuovo Teologo ti ha dedicato: Vieni luce vera, Vieni eterna vita, Vieni mistero nascosto, Vieni tesoro ineffabile, Vieni realtà indicibile, Vieni persona inesprimibile, Vieni esultanza perenne, Vieni verace attesa di quanti saranno salvati, Vieni gioia eterna, Vieni corona incorruttibile, Vieni nostro respiro e nostra vita, Vieni gioia , gloria e delizia senza fine. Amen!

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